La Giubiana

LA GIUBIANA

Per qualcuno rappresenta la brutta stagione. Per altri è il simbolo del freddo e del gelo dell'inverno che ormai se ne sta andando. Altri ancora la ritengono la castellana traditrice della città.

Spesso magra, con le gambe molto lunghe e le calze rosse, è avvicinata a simbologie pagane. Semplicemente qualcosa di negativo che si cerca di "scacciare", cancellandolo nel fuoco.

Che cosa sia in realtà la Giubiana è difficile spiegare. Leggende e tradizioni collegate a questo fantoccio che viene messo al rogo in moltissime piazze della Lombardia, in tempi non di pandemia, si mischiano tra loro facendo perdere le tracce in tempi lontanissimi. Folclore e tradizione si fondono e si confondono. E' l'anello di congiunzione tra il presente e una realtà, quella contadina e ancestrale, che ormai sopravvive soprattutto grazie a queste tradizioni

" Certo è che in Brianza si ricorda quella mamma astuta che, per paura della strega cattiva che si aggirava nei boschi e che per cena prediligeva bambini grassottelli, una sera preparò un invitante risotto con la salsiccia per stuzzicare il suo appetito e salvare il proprio figlioletto. La Giubiana ne mangiò fino all'alba quando, con i primi raggi del sole, scomparve. Questo accadde l'ultimo giovedì di gennaio." (tratto da: La leggenda della Giubiana di Chiara Civati - Ed. Il Ciliegio)

Anche un falò di fantoccio, un piatto di risotto con la salsiccia, possono allora diventare importanti, in quanto testimoni di una memoria storica che si vuole conservare, che non si deve smarrire. Un rito senza tempo che è patrimonio culturale.

Per mantenere le tradizioni in una versione da asporto si propone:
Timballo di riso alla milanese con Luganega Monzese (la vera Luganega Monzese a marchio Gigi Viganò - specialità brianzola)

dal nostro menù da asporto: Un Asporto da Chef

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